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STRUMENTI CRITICI
Anno 2006 - N. 2
Maggio 

(a cura di Valentina Sonzini )

MARÍA DE LAS NIEVES MUÑIZ MUÑIZ, Sannazaro nelle Egloghe di Garcilaso. La trama delle fonti e la crisi della bucolica rinascimentale

L'A. indaga l'influsso esercitato dall'"Arcadia" di Sannazaro sui componimenti poetici di Garcilaso, all'indomani del suo arrivo a Napoli nel 1532. In particolare, si fa riferimento alle tre egloghe composte dal poeta in relazione alla produzione del Sannazaro, produzione che consentì comunque a Garcilaso di riferirsi anche ad altri autori (Ariosto, Bembo, Teocrito, Virgilio, …) le opere dei quali sono riconoscibili nei suoi componimenti. Intento dell'A. è quindi quello di dipanare l'intricata rete dei prestiti e dei debiti in particolare fra i due poeti, sottolineando come la letteratura bucolica spagnola si sia avviata su basi problematiche di poesia riflessa.

Pag. 171-189

 

 

ROMANA RUTELLI, (Omo)sessualità in Shakespeare, dal "Romeo and Juliet" (e "Shakespeare in love") al "Merchant of Venice"

L'interesse per il 'fair youth' (ma anche per la ragazza travestita da ragazzo, tema ricorrente nella produzione di Shakeaspeare), musa ispiratrice dei primi 126 sonetti del Canzoniere shakesperiano, e la volontà di far emergere l'omosessualità che fa da sfondo a questa figura, sono i due motivi che Romana Rutelli evidenzia al fine di proporre una lettura de "The Merchant of Venice", sia nella sua chiave teatrale che cinematografica (con riferimento alla pellicola del 2004 di Radford). A tal fine, l'A. propone un ampio cappello introduttivo sul "Romeo and Juliet" e sul film, "Shakespeare in love", da questo tratto.

Pag. 191-206

 

 

ROSALBA MALETTA, "Nessuno / testimonia per il / testimone". Paul Celan e le poetiche dell'assenza

Il ricco ordito testuale, il ricorso continuo alla propria vicenda personale, l'esortazione a non dimenticare, la costruzione dei componimenti fatta di pause, intervalli e pieghe, fanno delle liriche di Paul Celan un corpus unitario da attraversare interamente, per giungere infine mutati. Maletta riferisce come alcune figure, già presenti nella produzione di Celan, si ripropongano, in seguito alla morte dei genitori nel campo di Michailovka, profondamente rimaneggiate e caricate dall'immagine del bianco (nelle sue accezioni di neve, ghiaccio … ma anche di pausa, sospensione), inteso come colore non colore, espressione dell'assenza radicale.

Pag. 207-234

 

 

ANGELO STELLA, Il sorriso imbarazzato

L'uso del dialetto come espressione dialogica in letteratura, con il convergere quindi delle tradizioni di 'piazza' e di 'accademia', costituisce lo stimolo offerto a Stella per addentrarsi in un'ampia trattazione dove i riferimenti a "Libera nos", a Gadda, a Dante perfino, si intrecciano rincorrendo la figura del buffone, del 'povaretto' con berretto, personaggio da osteria.

Pag. 235-262

 

 

PRIMI PIANI

LUCA CARLO ROSSI, Montale fra il caffè Momus e il "Caffè a Rapallo"

"Caffè a Rapallo" inserita con "Epigramma" in "Ossi di seppia", presenta chiari ed espliciti riferimenti non solo a Sbarbaro (le due poesie, non a caso, gli vengono dedicate), ma anche alla "Bohème" di Puccini. Nel suo saggio Rossi intende far emergere come il bagaglio di conoscenze operistiche di Montale abbia costituito una riserva di occasioni tematiche utilizzate poi nei componimenti poetici. A tale proposito, l'attenta analisi che l'A. fa di "Caffè a Rapallo" mira a chiarire come, sia il secondo atto della "Bohème", "Al quartiere latino" e in particolare le scene al Caffè Momus, sia la prosa "Natale a Terres" di Sbarbaro costituiscano il riferimento a cui Montale guarda per ambientazione e situazioni proposte.

Pag. 263-287

 

 

GIOVANNI SEDITA, Sandro Penna e il regime. 'Non fuggono i divieti alla felicità'

Sedita mira ad approfondire i legami fra il poeta e il regime Fascista presentando un Sandro Penna in parte inedito. Analizzando la corrispondenza intrattenuta fra il poeta e Montale, l'A. vuole innanzitutto proporre la figura di un Penna censurato, i cui rapporti con il fascismo si esplicitarono attraverso numerose missive inviate al Minculpop a partire dal 1939. Il saggio indaga quindi i rapporti di clientelarismo che il Ministero della cultura popolare intratteneva con numerosi letterati italiani che, esercitando il 'diritto della consuetudine del chiedere', si assoggettavano tacitamente ad una precisa politica di silenzio culturale del Regime.

Pag. 289-295

 

 

MARGHERITA VERSARI, Cornice, ritratto e finestra come motivi poetologici nella narrativa di Theodor Storm

Versari introduce le sue osservazioni sulla qualità metapoetica della narrativa di Theodor Storm delineando le caratteristiche del Realismo tedesco, per il quale la riproposizione dell'essenza della realtà si esplicita anche nel ricorso al genere della novella (genere che mira a una rappresentatività simbolica). La cornice narrativa, che sfrutta la poetica della memoria, enfatizzata dal ricorso ad elementi incornicianti come il ritratto e la finestra, diviene il punto di partenza utilizzato dall'A. per analizzare i due racconti di Storm: "Immensee" e "Viola Tricolor"

Pag. 297-308

 

 

GUIDO FIORENTINO, Saussure contro Gödel

Con riferimento anche a Nagel e Newman e al loro "Il nocciolo della dimostrazione di Gödel", Fiorentino propone uno scontro fra la prova dei teoremi di Gödel e il 'Principio della arbitrarietà del segno'. Gödel riuscì, con il suo 'numero di Gödel', ad aggirare la questione della natura dei simboli e dell'arbitrarietà del segno violando inconsapevolmente i principi di Saussure, ma anche della stessa Semiotica. E proprio in questo raggiro, l'A. scova la mancanza quasi impercettibile nel ragionamento di Gödel, ritenendo il ricorso al 'paradosso del mentitore' criticabile per varie ragioni.

Pag. 309-318

 

 

BIBLIOTECA

CESARE CASES SEBASTIANO TIMPANARO, Un lapsus di Marx. Carteggio 1956-1990, a cura di Luca Baranelli

Pisa, Ed. Edizioni della Normale - 2004

(Guido Lucchini)

 

pag. 319-323

 

 

 

ROBERTO BERTONI BRUNO FERRARO, Calvino ludico. Riflessioni sul gioco in Italo Calvino,

Viareggio Lucca, Ed. Mauro Baroni - 2003

(Giuliana Adamo)

 

pag. 323-328